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Esempio di saggio breve: le parole chiave di Foscolo

By Pubblicato in - KLAB PLUS & SCRIVERE il 17 Aprile 2014 0 Commenti

Mancano poco più di due mesi all’Esame di Stato 2014. Le vacanze di Pasqua sono un buon momento per fare chiarezza sugli argomenti che potrebbero riguardare la prima prova scritta, dedicata alla lingua e alla letteratura italiana. Dopo aver dedicato spazio ed attenzione alla scrittura come creazione di pensiero (come abbiamo visto lontana dall’attività di semplice trascrizione delle idee), partendo da alcune richieste di studenti e studentesse, ho scritto un testo che potrebbe essere utile per orientarsi nel magico mondo del saggio breve letterario. Indovinate un po’… chi ci sarà dentro questo uovo di Pasqua speciale? L’autore che ho scelto per questo esempio è Ugo Foscolo.

Ecco la traccia: “Dopo aver introdotto il periodo storico e culturale in cui vive Foscolo, definisci i concetti di vita e morte secondo l’autore“.

Che ne dite? Vi sembra abbastanza realistica?

Buona lettura!

 

Un autore che vive, interpreta e dà voce a Illuminismo, Neoclassicismo e RomanticismoUgo Foscolo è vissuto tra il 1778 e il 1827: in questo periodo storico di grande fermento scientifico e culturale, tre diverse rivoluzioni – Americana, Francese e Industriale – hanno contribuito a riconfigurare il punto di vista dell’uomo sul mondo. Le opere di Foscolo sono molto complesse da analizzare, proprio in virtù di una cornice storica così effervescente. Nei suoi componimenti, infatti, troviamo connessioni e relazioni con tre differenti movimenti culturali presenti in Europa in quegli anni: Illuminismo, Neoclassicismo e Romanticismo.
Foscolo è un autore che interpreta la visione materialistica e meccanicistica dell’universo – tanto cara al periodo dell’Illuminismo –, rappresentando al meglio anche i fondamenti di essenzialità ed eleganza della poesia neoclassica e riuscendo ad anticipare alcune idee – come, per esempio, il conflitto tra la figura dell’intellettuale e la società – che prenderanno una forma definita solo grazie al Romanticismo.

Il Neoclassicismo in parole chiave – Il Neoclassicismo è una corrente culturale e artistica basata sulla razionalità e la fede nella ragione, in perfetta sintonia con l’Illuminismo. La celebrazione della mitologia, grazie alla quale gli uomini hanno avuto in passato l’opportunità di trasmettere messaggi universali, e la ricerca dell’armonia e dell’eleganza di cui gli antichi sono da sempre custodi e preziosi maestri, sono tratti essenziali di questa corrente. Il conseguente rifiuto dell’arte barocca, con l’obiettivo di ritrovare la semplicità e la bellezza alla quale i nostri antenati avevano saputo dare il giusto peso e valore, è accompagnato dalla costante ricerca di chiarezza, essenzialità, compostezza ed equilibrio: parole chiave che riassumono il Neoclassicismo e che riflettono a pieno la produzione letteraria di Foscolo.

Tracce di Romanticismo – Come già accennato, nelle opere di Foscolo troviamo tracce di un’altra corrente culturale importante: il Romanticismo. Foscolo risente della situazione storica di quegli anni, in particolare del fallimento della Rivoluzione Francese e della condizione italiana, terra dominata da stranieri la cui unità è ancora un miraggio. Di fronte al ritrovato assolutismo francese sotto il regime personale di Napoleone e alle conseguenti ed evidenti contraddizioni della restaurazione di inizio Ottocento, gli ideali di libertà e giustizia si sono gradualmente indeboliti, facendo perdere anche alle persone più determinate la fiducia nella tanto desiderata democrazia. Foscolo vive questa disperazione anticipando alcune tematiche che diventeranno di fondamentale importanza con il Romanticismo. L’autore trasforma in parole e versi indimenticabili il conflitto tra la figura dell’intellettuale e la società dominata da una classe borghese che persegue solo fini di ricchezza e utilità personale, senza curarsi della collettività e del bene comune.

Il senso della vita e morte – Abbiamo detto quanto l’ideologia di Foscolo risenta dell’influenza dell’Illuminismo e dunque delle sue idee progressiste e positive. La visione meccanicistica e materialistica dell’universo, definito come una massa infinita ed eterna di atomi che agitati dall’energia vitale creano la vita e che disgregandosi ed allontanandosi danno origine alla morte, è alla base di questo pensiero. Ogni soggetto, pertanto, è nulla prima di venire al mondo e ritorna nel nulla una volta morto.
Questa visione dell’universo non trova spazio per la religione e per Dio, la ragione ha la meglio su tutto. Foscolo è però profondamente segnato dall’esperienza deludente della Rivoluzione Francese e rivaluta alcune sue posizioni sulla vita anche grazie al punto di vista di grandi pensatori come Rousseau e Kant. Il pessimismo per aver visto andare in pezzi valori come libertà e fratellanza, giustizia e uguaglianza, aumenta dopo l’editto di Campoformio (1797), che lo priva anche della patria.
Il culmine di questo suo pessimismo lo troviamo ne Le ultime lettere di Jacopo Ortis un romanzo epistolare di carattere autobiografico, costituito dalle lettere che Jacopo scrive all’amico Lorenzo Alderani. Ecco una breve sintesi della trama: Jacopo Ortis è un giovane patriota italiano fortemente demotivato e deluso dal Trattato di Campoformio. Sui Colli Euganei conosce Teresa e se ne innamora, ma sperimenta sulla sua pelle i dolori di un amore impossibile: la ragazza infatti è già promessa sposa. Il suo fidanzato incarna il male della borghesia: ignoranza, superficialità e freddezza. Jacopo decide, privato dell’amore e della patria, che non ha più motivi per vivere e si suicida.
Dopo questo momento di massimo pessimismo nei confronti della vita e della società da cui non si sente accolto e nella quale non si riconosce, Foscolo descrive la ragione in modo diverso rispetto a prima: da unica fonte di sapere e scintilla divina presente nell’uomo, essa diventa motivo di disperazione e sofferenza. Poiché l’azione è nemica del pensiero, solo presi dal vortice delle tante cose da fare possiamo rendere nullo il potere distruttivo della ragione: si soffre comunque, ma in questo modo manca il tempo per riflettere sui fallimenti della propria vita.
Foscolo si dimostra Neoclassico quando rievoca i tradizionali valori della gloria, della patria e delle virtù morali messe al bando dalla critica materialistica dell’Illuminismo. A questo punto, sostiene infatti la necessità di rievocare miti e illusioni, consapevole del loro inesistente valore sul piano razionale, ma altrettanto convinto che sia necessario e soprattutto conveniente per l’uomo vivere e agire come se quei miti fossero reali. Il mito aiuta l’uomo a sopravvivere, a vivere meglio e più felice.
Ciò che consente a Foscolo di girare pagina e di recuperare il senso della vita è il tema dei sopravvissuti, grazie al quale riesce sapientemente a coniugare tra loro i difficili temi della vita e della morte. Scritti nel 1806 e pubblicati nel 1807, “I Sepolcri” sono una delle opere più importanti di Foscolo – si tratta di un poemetto di 295 endecasillabi sciolti, cioè non in rima. L’opera “I Sepolcri” venne scritta da Foscolo dopo la pubblicazione dell’editto napoleonico di Saint-Cloud (1804) che stabiliva che, per motivi igienici, i cimiteri dovessero essere collocati fuori dalle città e che non potessero essere apposte iscrizioni sulle tombe.
Foscolo prende spunto da questa vicenda storica per riflette sul significato e sull’importanza delle tombe per chi resta in vita, desideroso di ricordare e di mantenere un legame con la persona che non c’è più: se è vero che chi non c’è più torna nel nulla, chi resta in vita ha bisogno di mantenere un vincolo con la persona morta. Allo stesso modo, la vita della persona deceduta avrà avuto importanza se la sua memoria rimarrà viva in mezzo alla gente. Se dal punto di vista razionale la tomba ha poco valore, dal punto di vista affettivo e sentimentale rappresenta invece un simbolo potente, un collegamento in terra tra viventi e defunti.
Intorno alla tomba infatti, per Foscolo simbolo di morte e di vita, prendono forma sentimenti come la gratitudine, la benevolenza, l’affetto, sfociando nei ricordi di una vita vissuta ed alimentando una sorta di sopravvivenza illusoria della persona morta. Chi resta in vita sente la persona presente grazie alla tomba e continua a creare con lui rituali come commemorazioni e visite. In altre parole, maggiore è l’amore che riusciremo a dare in vita, maggiore sarà il ricordo che avranno di noi le persone ancora vive quando noi saremo morti, sostiene Foscolo.
Da questo punto di vista, la memoria dunque, e non solo la ragione, è fondamentale per la vita: la memoria sopravvive alla morte. Ed è all’interno di questa cornice interpretativa che arte e letteratura divengono la massima espressione di eternità, sconfiggendo il tempo e lasciando una traccia indelebile degli artisti che hanno vissuto le varie epoche storiche. Le opere d’arte sono dunque i simboli di un pensiero e di un’anima presente e viva, di una bellezza che oltrepassa i confini del tempo e dello spazio.

ELISA BOTTIGNOLO. PhD in sociologia dei processi comunicativi, libera professionista, mi occupo di metodo di studio, formazione, ricerca e comunicazione. Fondatrice di K-Lab Education, amo insegnare, scrivere e fare ricerca. La mia sfida quotidiana è dare voce e corpo a nuovi stili di formazione, apprendimento e cultura.

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