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ABC del saggio breve: come si fa?

By Pubblicato in - KLAB PLUS & TIPOLOGIE TESTUALI il 9 febbraio 2015 0 Commenti

Come si scrive un saggio breve?

Ho una buona notizia ed una meno buona per voi. Quella buona è che il testo che vi viene richiesto di produrre è basato su alcune letture che vi verranno consegnate all’interno di una simpatica cartellina, la cattiva notizia è che è necessario comprendere queste letture a fondo e, cosa più importante, è necessario reinterpretarle utilizzando un punto di vista coerente e maturo sulla questione proposta.
La forza di un saggio breve è la seguente: a fronte di diverse informazioni che avete raccolto, letto o che vi sono state fornite circa un argomento, il vostro elaborato dovrà presentare una carrellata di opinioni di esperti rispetto al tema in questione.
Questo implica tre competenze fondamentali: saper selezionare le opinioni, le riflessioni e le spiegazioni più rilevanti da ciò che si è letto, saperle citare correttamente senza omettere l’autore di riferimento e saperle organizzare in maniera coesa, coerente e possibilmente accattivante (non si tratta di un riassunto ma di una dimostrazione di ciò che sapete riguardo ad un argomento; in altre parole, vi è richiesto di parlare di qualcosa servendovi di ciò che è stato già detto in proposito da qualcuno che, al momento, è più esperto ed accreditato di voi).

Ecco alcuni consigli operativi per organizzare al meglio il vostro lavoro:

1. Occhio all’orologio, preferire una lettura selettiva – Le letture che vi proporranno prima della stesura sono solitamente abbastanza lunghe e complesse. Si tratta di articoli di riviste specializzate, interviste ad esperti, dati e statistiche per inquadrare meglio l’argomento in questione. Per questo motivo, occhio al tempo. Vi consiglio una lettura selettiva, ovvero per parole chiave che poi riporterete a bordo pagina.

2. Organizzare le opinioni lette in una mappa guida – Una volta lette le fonti di cui disponete, procedete con la progettazione del testo. Costruite una mappa/tabella rispondendo a questa domanda: chi dice cosa, quando e perché? Questa semplice operazione vi aiuterà a trovare il filo rosso rispetto alle varie informazioni che avete raccolto e a diminuire il vostro carico cognitivo di fronte alla scrittura, avendo visivamente a disposizione tutte le informazioni che vi servono per stendere il testo.

3. Riportare quanto letto sinteticamente – Ora tocca davvero a voi, è giunto il momento di riportare sinteticamente ciò che avete letto, seguendo la mappa/tabella. Ricordate che il testo deve avere un filo rosso, che le opinioni degli esperti vanno quindi ordinate seguendo un criterio e un obiettivo che sarete voi a stabilire a seconda di chi sarà il vostro lettore e di quale destinazione editoriale immaginate (quotidiano, rivista, libro, etc.).

4. Un tocco personale – A volte, abbiamo la fortuna di conoscere molto bene l’argomento sul quale ci viene chiesto di realizzare un saggio breve. Non abbiate dunque timore di aggiungere ciò che avete letto o studiato in precedenza. Ciò a cui dovete fare attenzione è la vostra opinione personale: con il testo esprimerete una conoscenza su un tema prestabilito, ma solo utilizzando le parole e il punto di vista degli esperti.

Ecco tutto. Non resta che provarci e fare esercizio!

Buon lavoro!

ELISA BOTTIGNOLO. PhD in sociologia dei processi comunicativi, libera professionista, mi occupo di metodo di studio, formazione, ricerca e comunicazione. Fondatrice di K-Lab Education, amo insegnare, scrivere e fare ricerca. La mia sfida quotidiana è dare voce e corpo a nuovi stili di formazione, apprendimento e cultura.

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